Introduzione
La fraternità francescana mariana “Amici di Gesù Buon Pastore” nasce come risposta alla chiamata specifica di Gesù che invita alcuni a seguirlo prolungando il suo ministero di Buon Pastore e, facendosi poveri con i poveri, prediligono gli ultimi e gli esclusi, curandone le ferite.
Lo specifico della Fraternità è vivere le opere di misericordia corporale e spirituale, annunciare e implorare la Misericordia per il mondo. La Fraternità vuole essere “il riflesso del più grande attributo di Dio, cioè la Divina Misericordia e, per realizzare tutto questo, ogni membro impetra per sé e per il mondo la Misericordia di Dio e si impegna per assimilare questo suo grande attributo prodigandosi affinché gli altri lo conoscano ed abbiamo fiducia nella bontà di Dio” (cfr DSF Q II n. 664).
Ogni membro si impegna ad essere misericordia con la preghiera, la parola e l’azione facendosi carico delle ferite di chi “bussa alla porta” della Fraternità affinché, attraverso l’accoglienza, l’accompagnamento spirituale, l’affetto fraterno e la preghiera, questi possa sperimentare la Misericordia del Padre che attraverso Gesù Buon Pastore risana e consola.
La Parola di Dio che sta a fondamento della nostra Fraternità è: Ez 34,11-16; Lc 15,1-7
La Fraternità s’impegna, inoltre, a far conoscere e a diffondere il culto della Divina Misericordia così come è stato rivelato da Gesù a Santa Faustina Kowalska.
Il nome “Amici di Gesù Buon Pastore”
La Fraternità è:
francescana perché individua e vive i contenuti della spiritualità del Serafico Padre: imitazione di Cristo, povertà, penitenza, misericordia verso il peccatore, missione alle genti diretta alla salvezza e alla santificazione delle anime;
mariana perché ogni membro accoglie Maria nella propria vita, nella propria intimità, come ha fatto il discepolo Giovanni, sentendosi destinatario dell’eredità consegnata da Gesù dalla croce.
La Vergine Maria, mediatrice universale della Misericordia di Dio, occupa un posto essenziale nella vita di ognuno.
La Fraternità prende il nome “Amici di Gesù Buon Pastore” perché fa proprie le parole di Gesù che troviamo nel Vangelo di Giovanni 15,12-17; Gv 10,14-16
La spiritualità
La Fraternità francescana mariana “Amici di Gesù Buon Pastore”, prolungando il ministero di Cristo Buon Pastore, va alla ricerca della pecorella smarrita e, a imitazione del Buon Samaritano, si china su quella ferita per versare “l’olio della consolazione e il vino della speranza” e come l’albergatore della parabola accoglie e cura il povero che Cristo gli affida (cfr Lc 10,29-37).
Il ministero principale della fraternità è prendersi cura degli ultimi, dei poveri, degli emarginati, degli infermi nel corpo e nello spirito – privilegiati dell’amore del Padre che si rivela nel Figlio Gesù – accogliendoli nella propria casa o raggiungendoli lì dove essi vivono.
Il ministero della Fraternità è anche un servizio pastorale di evangelizzazione, intercessione, guarigione e consolazione che si esplica “portando ai miseri un lieto annuncio, fasciando le piaghe dei cuori spezzati, proclamando la libertà degli schiavi e la scarcerazione dei prigionieri e consolando tutti gli afflitti” (cfr Is 61,1-2).
PREGHIERA
Seguendo l’esempio di Gesù, che trovava i tempi e i luoghi per la preghiera, ogni fratello e sorella della fraternità pone al primo posto la preghiera incessante facendosi intermediario fra la terra e il cielo (cfr DSF QI n 438), consapevole che “tutto ciò che chiederà con fede nella preghiera l’otterrà” (Mt 21,22).

“Centro e culmine” di tutta la vita della Fraternità è la Celebrazione Eucaristica.
L’Eucarestia continua nel ministero quotidiano che sarà sostenuto dall’ Adorazione Eucaristica.
I membri della fraternità si impegnano a vivere un’ora di Adorazione Eucaristica personale quotidiana.
Tutti i membri, oltre all’Adorazione Eucaristica quotidiana e ai momenti di preghiera personali, vivono nello stile carismatico, ovvero nella libertà della lode e nell’abbandono totale allo Spirito Santo, la preghiera comunitaria:
- Liturgia delle Ore
- Preghiera del Santo Rosario.
- Adorazione Eucaristica Comunitaria.
- Preghiera alla Divina Misericordia.
- Preghiera di intercessione, di consolazione e di guarigione.
- Lectio Divina
PENITENZA
Alla vita di preghiera si unisce la vita di penitenza.
Ogni membro, con l’aiuto della guida spirituale, sceglie il modo in cui fare penitenza perché essa, unita alla preghiera, dà più valore all’azione e allontana le seduzioni del male.
Ogni penitenza, ogni sacrificio, anche il più piccolo, deve essere: nascosto, silenzioso, imbevuto d’amore e saturo di preghiera (cfr. DSF QVI n. 1767).
Tutta la Fraternità ogni venerdì, eccetto i venerdì del tempo di Pasqua, le Solennità e le feste particolari della Fraternità, a discrezione del superiore, che viene chiamato Custode, vivrà il digiuno a pane ed acqua. Nel periodo di Quaresima il Custode farà la scelta di un gesto penitenziale comunitario.
LAVORO
I fratelli e le sorelle non vivono nell’ozio ma, oltre alla preghiera e allo studio, dedicano un tempo al lavoro che è svolto all’interno della casa oppure, in obbedienza e a discernimento del Custode, fuori dalla casa a favore dei poveri e degli infermi, in assoluta gratuità.
ACCOGLIENZA
La Fraternità vive la virtù dell’accoglienza esprimendola attraverso l’ascolto e l’accompagnamento spirituale. Ogni persona che bussa alla porta viene accolta con gioia, affetto e senza giudizio: “praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare” (1Pt 4,9).
Gli Amici di Gesù Buon Pastore vivono la carità fraterna, gli uni verso gli altri, senza ipocrisia e mormorazione, gareggiando nello stimarsi a vicenda (cfr Rm 12,10) affinché tutto venga fatto non per rivalità o vanagloria ma nell’umiltà, considerando gli altri superiori a se stessi.
L’accoglienza, segno di carità verso tutti, deve essere esercitata con magnanimità e benevolenza, senza invidia e senza orgoglio, nel rispetto, allontanando il proprio interesse, nella mitezza e nella giustizia, con gioia e nella verità (cfr 1Cor13,4-7).
Lo stile di vita della Fraternità tutta si ispira all’unità auspicata da San Paolo ed espressa, per volere di Dio, nelle sue lettere alle prime comunità cristiane.
Il nostro non è unicamente uno “stare insieme”! Il Signore ci chiede di essere un unico corpo ed esserlo con Lui: ciò vuol dire farsi braccia per chi non le adopera, voce per chi non la usa, forza per chi non ne ha e preghiera per chi non ce la fa!
Nelle missioni, nell’evangelizzazione e in qualsiasi ministero della Fraternità si andrà almeno a due a due (cfr Lc 10,1) come segno di comunione e di testimonianza dell’amore fraterno.
Il perdono reciproco sia da ricercare e rafforzare in memoria del comandamento nuovo lasciato da Nostro Signore Gesù Cristo nell’ultima cena.: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando” (Gv 15,12-13).
Ogni ospite che si fermerà per più di un giorno presso la Fraternità sarà affidato ad un fratello o a una sorella della casa che gli farà da “angelo custode” provvedendo ai suoi bisogni materiali e spirituali senza però intromettersi negli affari di vita privata.
MISSIONE - EVANGELIZZAZIONE
La Fraternità sente l’anelito ad andare alla ricerca della pecorella smarrita e curare quella ferita, continuando così la missione di Cristo Buon Pastore. A tal fine ciascun membro svolge la vocazione propria che il Signore gli dona usando ogni forma di evangelizzazione per far conoscere l’Amore del Padre.
Ognuno è chiamato a mettere a disposizione della Fraternità i talenti e i carismi di cui il Signore l’ha ricolmato, sviluppandone le potenzialità per la Gloria di Dio; aiutato dai fratelli, metterà a frutto le proprie attitudini per evangelizzare ogni uomo. Per questo siano considerati anche i moderni strumenti di comunicazione sociale (internet, stampa, tv, radio …) purché siano usati nel modo migliore al fine di diffondere il più possibile ed in modo “opportuno e inopportuno” il Regno di Dio e la Sua Parola di Grazia.
Ogni membro deve avere lo spirito apostolico e far si che lo zelo per la salvezza delle anime arda nel suo cuore (cfr DSF QI n 350).
La Fraternità, se invitata, sarà presente alle missioni popolari organizzate dalle Diocesi o dalle Parrocchie animando veglie di preghiera, centri di ascolto nelle case, momenti di evangelizzazione nei luoghi dov’è possibile raggiungere “i lontani” (scuole, luoghi di lavoro, piazze, centri commerciali, ecc.), diffondendo il culto della Divina Misericordia, svolgendo il proprio servizio lì dove ci sono situazioni di povertà: immigrati, carcerati, infermi, affamati … (cfr Mt 25,31-46).
LA SPIRITUALITA’ MARIANA
La Fraternità, in riferimento alla spiritualità mariana, si ispira a San Massimiliano Maria Kolbe.
Gli Amici di Gesù Buon Pastore scelgono Maria come Madre e Maestra, si consacrano a Lei in modo incondizionato e illimitato e, alla sua scuola, imparano ad accogliere nel proprio cuore la Parola per custodirla gelosamente, meditarla (cfr Lc 2,19) e viverla. L’atteggiamento primario sia dunque quello dell’ascolto e del silenzio, come il silenzio di Maria che, nella santa casa, custodisce il mistero anche quando non lo comprende fino in fondo. Dall’ascolto e dal silenzio nasce la preghiera che sotto la Croce diventa offerta e partecipazione.
Come Maria, che andò in fretta dalla cugina Elisabetta, anche gli Amici di Gesù Buon Pastore vanno in mezzo alla gente per portare ai poveri la buona notizia che “l’Onnipotente fa grandi cose … la sua misericordia si estende su quelli che lo temono … innalza gli umili … ricolma di bene gli affamati … soccorre ricordandosi della sua misericordia” (Lc 1,46ss).
I Consigli Evangelici
Il fratello e la sorella rispondono alla chiamata di Dio in questa fraternità con la professione religiosa consacrandosi con i quattro voti di Povertà, Castità, Obbedienza e Misericordia.
POVERTA’
La povertà non sarà intesa come “rinuncia” bensì come “distacco” dalle cose materiali per essere liberi dall’egoismo.
Ciascun membro della Fraternità si impegna ad un distacco coraggioso e radicale dai beni materiali e vive in totale abbandono alla Divina Provvidenza che si prende cura di ogni bisogno materiale e spirituale.
Vi sia in ogni casa grande rispetto e devozione verso la Provvidenza evitando sprechi, dissipazioni e leggerezze. Le case siano caratterizzate da semplicità e povertà, siano luoghi dove i poveri possano sentirsi a casa propria, pertanto non siano abbellite con oggetti costosi. La povertà si manifesterà anche nella semplicità dell’alloggio, della tavola, delle vesti, dell’arredamento. Ogni componente della Fraternità vive la totale condivisione del denaro e di ogni bene. Nessuno potrà mai essere proprietario di nulla.
La povertà sia testimoniata anche nella predicazione e nella direzione spirituale: nessuno si glori di se stesso, della propria intelligenza o cultura, ma con umiltà e semplicità si spezzi il pane della Parola perché tutti, piccoli e grandi, sapienti e ignoranti possano trarne nutrimento e insegnamento per la vita di ognuno.
CASTITA’
Il voto di castità è la nostra risposta alla chiamata di Cristo: è un'offerta fatta a Dio solo, al quale ci consegniamo totalmente per vivere per Lui, con Lui e in Lui così da avere un cuore simile al Suo.
Attraverso la castità si riconosce sempre più il Tempio dello Spirito Santo nel proprio corpo e il volto di Dio in ogni fratello.
Per vivere bene la virtù della castità oltre all’aiuto che viene dalla preghiera è necessario custodire e sorvegliare i pensieri, le parole e gli atteggiamenti per evitare, nelle scelte quotidiane, tutto ciò che turba i sensi.
OBBEDIENZA
Con questa virtù ognuno impara a vivere nella libertà, rinunciando a se stesso, e ad amare gli altri sull’esempio di Cristo Gesù che “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,8). La scuola dove si impara l’obbedienza è la Santissima Trinità, Comunità di comunione e di amore, modello di obbedienza.
Ognuno si sforzi di vedere nel Custode il Volto di Dio e, impegnandosi a giustificare dentro di sé l’ordine o l’opinione del superiore, accetti ogni sua decisione come se venisse dal Signore (cfr DSF Q I n93).
Il Custode, da parte sua, sia attento alle necessità e alle esigenze di ogni singolo fratello o sorella ricordandosi che la Fraternità è una porzione di gregge affidatagli da Dio perché la custodisca e la sorvegli senza sentirsi costretto ma volentieri e con animo generoso, non cercando il proprio interesse ma essendo in tutto un modello, facendosi icona vivente di Gesù Buon Pastore (cfr. 1Pt 5,2-3).
MISERICORDIA
Con questo voto il fratello e la sorella della Fraternità si fa misericordia per il prossimo vivendo i “tre gradi” della misericordia: l’azione, la parola, la preghiera (cfr. DSF Q I nn. 163; 742).
Il quarto voto della misericordia si evidenzia anzitutto nella compassione reciproca fra i membri della nostra Fraternità cercando in ogni modo di essere benevoli gli uni verso gli altri, essendo misericordiosi come il Padre celeste è misericordioso (cfr Mt 5,48).
Oggetto di tale voto, per tutti i fratelli e le sorelle di ogni stato di vita, sono le opere di misericordia materiale e spirituale.
Vivere le opere di misericordia materiale e spirituale diventa quindi uno stile di vita per ogni Amico di Gesù Buon Pastore che si impegna a far conoscere e a diffondere il culto della Divina Misericordia.
Chiunque si avvicina a un fratello o sorella della Fraternità non riparta senza la fiducia nella Misericordia Divina (cfr DSF Q. VI n. 1777).
Per vivere il voto della misericordia ogni fratello e ogni sorella si deve rivestire di sentimenti di tenerezza, di bontà, di mansuetudine mettendo al di sopra di tutto la carità (cfr Col 3,12-17).
Gli stati di vita
La Fraternità è composta da quattro “rami o stati di vita”: religiosi, consacrati secolari, coppie di sposi e volontari (membri del Gruppo di servizio Luce della Vita).
Religiosi
Lo costituiscono fratelli e sorelle che vivono la loro consacrazione con i voti di povertà, castità, obbedienza e misericordia nella vita comunitaria.
Ogni fratello e sorella si impegna a vivere nella propria vita la dimensione attiva e quella contemplativa, vivendo l’atteggiamento di Marta (Francesco di Assisi) e Maria (Chiara di Assisi), scegliendo sempre la “parte migliore”: Cristo Gesù.
In seno alla fraternità ci saranno anche fratelli o sorelle che scelgono la vita contemplativa. Chi sceglie la vita contemplativa sostiene e vivifica il ministero dei membri della Fraternità che operano nel mondo attraverso la preghiera, soprattutto con l’Adorazione Eucaristica.
Consacrati secolari
Ne fanno parte fratelli e sorelle che vivono nel quotidiano la spiritualità propria della Fraternità ma, non sentendosi chiamati alla vita comunitaria, scelgono di restare nel mondo.
Coppie di sposi.
Comprende coloro che vivono nel matrimonio la povertà, la castità coniugale, l’obbedienza e la misericordia non in comunità ma rimanendo nella propria abitazione. Le famiglie nel vivere la povertà terranno conto delle esigenze dei propri figli e della famiglia stessa.
Gruppo di servizio Luce della Vita
Vi appartengono coloro che vivendo nel quotidiano la spiritualità propria della Fraternità svolgono un’attività caritativa non vincolata da alcun voto (cfr DSF Q III n. 1157-1158). |